LaMunt Crew

Il punto di vista di Giada Zhang – CEO & Mountain lover

Dalla fitta vita di CEO alla pace delle montagne
Elena Schiavi

Se dovessi trovare una definizione per il tuo approccio alla montagna, quale sarebbe?

Senza dubbio da mountain lover.

E da mountain lover, quali sono le tue attività preferite?

Devo dire che mi piace tutto: faccio hiking, trekking, sci e scialpinismo, ma sempre con un approccio “lento”! Guardo alla montagna più come esplorazione, sia come scoperta della natura che mi circonda, che come “ascolto” del mio corpo e dei miei limiti. Sono nata in Italia, ma sono di origine cinese. Nella mia famiglia non c’era l’abitudine di andare a sciare durante le vacanze invernali. La “settimana bianca”, per intenderci, non faceva per noi! Ho scoperto il piacere di andare in montagna solo da adolescente grazie alle gite con gli amici. Il “boost” poi me l’ha dato la pandemia… prima di quel periodo, appena ne avevo l’opportunità, giravo il mondo. Mi piaceva scoprire luoghi e culture lontani da me. Le limitazioni a circolare nel 2020 sono state, invece, l’occasione per me di conoscere la bellezza dell’Italia e dei tanti posti vicino a casa che non avevo mai esplorato.

Cosa rende speciale il tuo rapporto con la montagna?

Da piccola e durante la scuola la sensazione era di essere sempre 10 passi indietro rispetto agli altri, la lingua ad esempio, che oggi vivo come una ricchezza inestimabile, era spesso un ostacolo. Quindi mi sono sempre dovuta impegnare più di altri, nello studio come nel lavoro, e questo ha sicuramente fatto crescere in me uno dei lati che, nel bene e nel male, mi caratterizza: la competitività. Questo è un lato del mio carattere che scompare totalmente quando sono in montagna. Perché? Perché la montagna mi ha insegnato che prima del confronto con gli altri, c’è il confronto con noi stessi. Quando ci si trova di fronte all’imponenza, quasi mistica, della montagna, non c’è giudizio, non c’è confronto, è solo una sfida con se stessi. La montagna è anche una delle principali fonti di energia per me. Nella cultura cinese esiste il concetto di Qi (氣) che significa proprio “energia interiore”. La puoi generare attraverso la giusta alimentazione oppure beneficiando della natura che ti circonda. Quando sono in montagna amo vivere quello che LaMunt chiama mountain me-time. Sono quelli i momenti dove ricarico le batterie e inglobo tutta l’energia necessaria da trasmettere sul luogo di lavoro, anche al resto del team.

Il tuo primo ricordo in montagna?

La mia prima “cima”. Da piccola quando ero in Cina. Durante un trekking sui monti dello Huangshan con mia zia ho scoperto la maestosità delle montagne e delle persone che la popolano. Mi aveva colpito in particolare il viso delle donne locali. La pelle non era di “porcellana”, come ero solita vedere in città, ma l’abbronzatura, i segni del vento e le espressioni del viso rendevano quei volti estremamente più affascinanti di qualsiasi bellezza avessi visto prima di allora. Inoltre, ricordo molto bene la sensazione una volta raggiunta la cima: la bellezza di fermare il tempo, un lusso che nella Cina d’oggi è ancora poco apprezzato.

Cosa ti ha insegnato la montagna?

Il pay-off dell’Eroica, la storica gara di ciclismo, riassume ciò che per me è l’essenza della montagna, così come del mio approccio sul lavoro: “la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa”. È questo quello che sento ogni volta che cammino: la bellezza della fatica ad ogni passo, ad ogni ostacolo e il gusto dell’impresa, quando raggiungo la meta, sono qualcosa di incredibile! Una sensazione che provo anche quando lavoro: è proprio la fatica di ogni giorno che mi permette di misurarmi e capire che sto crescendo.

Perché hai deciso di entrare a far parte della nostra crew?

LaMunt è un brand fatto “da donne per donne” in un segmento di mercato oggi ancora molto maschile. L’idea di far parte di una crew di donne dai profili e dalle esperienze differenti, ma con una forte passione in comune, non solo mi è sembrata una bella opportunità di crescita personale, ma la vivo come un’occasione per riflettere su come noi donne possiamo fare squadra, confrontarci e prendere energia dalle nostre esperienze di gruppo. Dopo ogni evento insieme, torno a casa con un’energia pazzesca e con la forza data da chi sa di non essere solo, come invece spesso capita quando intraprendi un percorso imprenditoriale.