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Sono una donna, qual è il tuo superpotere?

Sognando in grande e lavorando intensamente su un nuovo progetto, ispirato dalle montagne

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“Dopo dieci minuti di corsa il mio reggiseno ha un odore terribile!”.
“Quando devo andare in bagno in cima a una montagna è sempre super scomodo!”
“Quando ero incinta ho dovuto chiedere il piumino in prestito a mio marito!”.

Siamo una chimica, una giornalista, una manger, una conduttrice radiofonica, un’imprenditrice, un’esperta di comunicazione, una negoziante, un’art director, un’influencer e molte altre professioniste, provenienti da Italia, Austria e Germania. Venti donne con background diversi, unite dalla stessa passione per la montagna e l’outdoor. Ci siamo incontrate sulle Dolomiti, due giorni di gennaio, per un workshop: l’entusiasmo e l’energia positiva erano palpabili da subito. L’obbiettivo: partecipare alla realizzazione del primo brand outdoor pensato, creato, e dedicato da donne per le donne. Troppe volte ci è capitato di avere freddo, di vedere colori improbabili nei prodotti femminili, che la nostra taglia non esista e di sentirci goffe e inadeguate indossando un capo evidentemente non concepito per la forma del nostro corpo, ben diversa da quella di un uomo. Così quando Ruth Oberrauch ci ha invitate a confrontarci su questo progetto abbiamo accettato tutte volentieri. E abbiamo fatto bene.

Il programma prevede una pellata fino a un rifugio super lusso dove approfondiamo la nostra conoscenza e ci scambiamo le prime idee. La sciata notturna con le frontali è una delle esperienze che ricorderò per il resto della vita. La location del giorno seguente è altrettanto esclusiva e suggestiva: i nostri meeting avvengono ai piani alti dell’Oberalp Headquarters, dai quali sembra di poter toccare le Dolomiti. Qui si scatena un brainstorming divertente e creativo, che ha per protagonista la nostra fantasia. Mostriamo alle altre partecipanti alcuni capi che abbiamo portato da casa, dopo un’attenta selezione del nostro guardaroba, condividendo le ragioni per le quali alcuni ci sembrano fantastici e altri assolutamente sgradevoli e inadeguati. Ridiamo, discutiamo, scriviamo, riflettiamo, mangiamo, pensiamo, facciamo yoga, e in tutto questo nascono degli spunti geniali. La voglia di partecipare a un progetto che sentiamo come “nostro” è evidente: ognuna sogna il capo che vorrebbe vedere realizzato, quel vestito che ha sempre voluto disegnare e indossare.

Ancora non sappiamo a cosa porterà tutta questa vitalità, forza e determinazione, ma siamo sicure che sarà qualcosa di bello e farne parte è davvero super. Come scrive l’alpinista italiana Nives Meroi nel suo libro Non ti farò aspettare, tre volte sul Kangchendzonga, la Storia di noi due raccontata da me “troppo spesso per guadagnare il nostro spazio lottiamo per diventare sempre più simili agli uomini: accettiamo modelli, regole e metri di valutazione che nascono dalla voglia di competere per affermarsi sugli altri, continuando a credere che non ci sia altra strada che essere uguali a loro. Forse, tra soccombere e prevaricare, potrebbe esserci un’altra via: tornare a volgere lo sguardo dentro di noi e, con coraggio, ritrovare le nostre qualità. A quel punto le differenze sprigionerebbero quell’energia creativa che nasce quando si incontrano gli opposti, che si completano a vicenda”. Ci portiamo a casa nuove amicizie e ci salutiamo con un po’ di nostalgia per un’esperienza indimenticabile, che risale ormai a nove mesi fa, in qualche modo l’inizio di tutto. Ora, passo dopo passo, il nuovo brand sta prendendo forma e siamo molto curiose di scoprire di più!

Il cammino continua, con lo zaino più carico e insieme più leggero.

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