LaMunt Crew

LaMunt Crew Event

Un weekend alla scoperta dei processi di creazione dei nostri capi e delle dolomiti bellunesi
LaMunt Team

La LaMunt Crew si è finalmente riunita e, come sempre, lo ha fatto in grande stile.

La nostra reunion è iniziata venerdì 18 luglio con un pranzo conviviale: un momento di condivisione e allegria che ci ha dato la giusta energia per affrontare un pomeriggio speciale, dedicato alla scoperta di ciò che si cela dietro ogni capo LaMunt.

Il nostro incontro ha avuto luogo a Montebelluna, sede distaccata rispetto alla casa madre di Bolzano, dove si concentra lo sviluppo del prodotto. Questa zona riveste un’importanza storica per l’outdoor in Italia: proprio qui, infatti, lavorano da anni i più grandi esperti nel settore.

Il workshop è stato un’occasione unica per entrare nel cuore del processo creativo e produttivo: conoscere i tempi, le modalità e soprattutto le persone che rendono possibile ciò che ogni giorno indossiamo con orgoglio. Montebelluna, culla di idee, prototipi, schizzi, tavole colore, tagli e aggiustamenti, è stata il nostro punto di partenza.

Venerdì pomeriggio – Montebelluna:

Il pomeriggio è cominciato con una panoramica sui tempi necessari per sviluppare un capo: ogni fase richiede cura e attenzione - dall’idea iniziale alla ricerca di ispirazioni, dal confronto stilistico alla scelta di colori e materiali, dall’ascolto del mercato fino ai primi bozzetti, ai disegni definitivi, ai test tecnici e alla presentazione finale del progetto. Un viaggio che dura circa due anni. Un tempo lungo, certo, ma che si traduce in qualità, innovazione e passione.

Proprio come in un’escursione in montagna, anche nella creazione di un capo si affrontano tratti pianeggianti, salite faticose e momenti in cui sembra di tornare indietro. Ma sono proprio questi passaggi sfidanti, e il sudore che richiedono, a farci apprezzare davvero il risultato finale: un capo che ci accompagna e ci rappresenta.

Le nostre Crew Member, entusiaste e curiose, sono state divise in quattro gruppi, ognuno impegnato in un percorso a tappe attraverso le diverse fasi del processo produttivo.

In una prima stanza, grazie a Erika, abbiamo approfondito il complesso mondo della scelta dei materiali, delle cuciture e delle finiture. Video e spiegazioni tecniche ci hanno aiutato a comprendere i criteri con cui si selezionano i tessuti, come vengono testati per la resistenza all’acqua, all’abrasione e agli urti.

Nella seconda sala, Michela, con il prezioso supporto delle sarte, ci ha mostrato come nascono i prototipi: dal taglio del tessuto con i cartamodelli, alla nastratura del nostro amatissimo modello Linda. La nastratura di una giacca consiste nell’applicazione manuale di un nastro impermeabile lungo le cuciture interne del capo, garantendone così l’impermeabilità. Si tratta di un procedimento fondamentale, soprattutto per giacche da sci e da trekking, dove la protezione dagli agenti atmosferici è essenziale.

Questo processo non è automatizzato: non esistono macchinari in grado di eseguire un lavoro tanto preciso e articolato. Ogni giacca che richiede la nastratura viene quindi lavorata singolarmente, con attenzione e cura artigianale.
Ancora una volta, quindi, è possibile riconoscere e valorizzare il lavoro manuale che rende ogni capo unico. Proprio per questo in questa sala, abbiamo anche imparato quanto sia importante prendersi cura dei capi, affinché durino nel tempo e mantengano le loro performance.

Nella terza sala, due gruppi alla volta sono stati coinvolti in un workshop dedicato ai pantaloni: un confronto su ciò che ciascuna cerca in questo capo essenziale, quali dettagli fanno davvero la differenza nella scelta e nella vestibilità.
Alla fine di questo pomeriggio intenso, carico di stimoli, ci siamo dirette ad Agordo per una cena in compagnia, seguite da un meritato riposo, fondamentali per affrontare al meglio le giornate successive.

Sabato – alla scoperta delle Dolomiti:

Sabato 19 luglio, cariche di energia ed entusiasmo siamo partite alla scoperta delle Dolomiti Bellunesi.

Arrivate alla frazione di Caracoi Agoin, ci ha accolto Alice, la nostra guida per questi due giorni di cammino. Con lei anche Marzia e Paola, di Donne di Montagna: una realtà che LaMunt supporta con orgoglio in quanto main sponsor, e che condivide con noi l’amore e il rispetto per l’ambiente montano, oltre al desiderio di accompagnare le donne nel raggiungimento dei loro traguardi più significativi in montagna.

La giornata era splendida, il sole brillava e un venticello leggero ci spingeva ad affrontare la salita con ancora più determinazione. Dopo circa 6 chilometri e 700 metri di dislivello, abbiamo raggiunto il Rifugio Sasso Bianco a 1840 metri, una realtà che conosciamo bene e che ci sta particolarmente a cuore: proprio qui abbiamo accompagnato Elena, la rifugista, durante le riprese di un documentario dedicato alle donne che hanno scelto la vita in rifugio. [Clicca qui]

Dopo un po’ di chiacchiere e di sole ci siamo godute un pranzo rigenerante e, con la pancia bella piena, alcune di noi hanno proseguito l’esplorazione di questi territori assieme ad Alice e Donne di Montagna, mentre altre si sono godute un meritato momento di relax al sole.

Ritornate dalla passeggiata Alice ha riservato a tutte noi una speciale lezione di Yoga. Abbracciate dalle montagne, con vista sul monte Civetta e accarezzate dal vento, abbiamo avuto modo di riconnetterci con il nostro corpo e con la natura in un momento di profonda armonia.

La giornata si è conclusa con una cena calda e gustosa in rifugio, coronata da dolci, risate e giochi da tavolo. Il richiamo della sveglia mattutina, però, ci ha invitate ad andare a dormire presto.

Domenica – verso la vetta:

Domenica mattina, sveglia con il profumo di caffè e una nuova avventura all’orizzonte. Con i primi raggi di sole, ci siamo incamminate verso la Cima Sasso Bianco: circa 500 metri di dislivello su poco meno di 3 chilometri dal rifugio alla vetta, due ore di cammino, di fatica e di soddisfazione. A 2.400 metri di altitudine, la vista era semplicemente mozzafiato.

Essere lì, tutte insieme, ha reso quel momento ancora più speciale. Il senso di unione, amicizia e condivisione che ci accompagna da sempre sembrava ancora più forte, amplificato da quella cima raggiunta passo dopo passo. A rendere tutto ancora più significativo c’è anche un dato storico che ci riempie di orgoglio: nel 1872, durante il suo viaggio alla scoperta delle Dolomiti, la scrittrice e giornalista inglese Amelia Edwards raggiunse la cima del Sasso Bianco.

Dopo aver colmato gli occhi (e il cuore) di panorami indimenticabili, abbiamo iniziato la discesa. Alcune di noi si sono regalate un ultimo boost di energia immergendo i piedi nelle gelide acque montagna di una fontana; poi, tutte insieme, ci siamo strette in abbracci carichi di emozione, salutandoci con affetto.

Con nuovi ricordi nel cuore, nuove consapevolezze e nuove energie, siamo pronte a riprendere le nostre vite quotidiane con una forza diversa — quella che solo la natura, l’amicizia e il camminare insieme sanno regalare.

Con la certezza che insieme noi donne siamo davvero una forza della natura, ci salutiamo con la promessa di ritrovarci il prossimo anno. Pronte per nuove vette da conquistare.