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Fibre naturali o sintetiche: qual è la vera differenza e qual è la migliore?

Come scegliere il tessuto giusto per la tua maglietta estiva
LaMunt Team

Scegliere la maglietta giusta può sembrare una cosa banale, ma in realtà non lo è. Tra tessuti, fibre e caratteristiche tecniche, orientarsi non è sempre così semplice. Proprio per questo, in questo articolo vogliamo guidarti nella scelta della t-shirt ideale per l’estate: quella perfetta per accompagnarti durante le tue passeggiate in montagna o nelle tue attività outdoor.


Cos’è meglio tra fibre naturali o sintetiche?

Quando si parla di fibre naturali e sintetiche, la differenza reale va ben oltre la superficie di un tessuto: riguarda l’origine dei materiali, le loro prestazioni, la loro sostenibilità e il modo in cui accompagnano ogni movimento, soprattutto nelle giornate estive in montagna.

Che tipo di t-shirt scegliere per quest’estate?

Per noi di LaMunt, la risposta nasce sempre da un equilibrio: tra comfort e tecnicità, tra sostenibilità e innovazione. In questo articolo ti accompagniamo alla scoperta delle fibre tessili, naturali e sintetiche, per aiutarti a capire quale scegliere in base alle tue attività outdoor e mostrarti come queste prendono forma nei nostri capi.


Che cosa sono le fibre naturali?

Oggigiorno le fibre naturali rappresentano il 40% delle fibre tessili utilizzate nel mondo, mentre il restante 60% è composto da fibre sintetiche e artificiali. Dopo una lunga crescita dei materiali sintetici, iniziata negli anni Sessanta con l’introduzione nel mercato di fibre come poliestere e acrilico, negli ultimi anni si è tornati a porre maggiore attenzione sulle fibre naturali, anche per il loro ruolo nella sostenibilità delle filiere e delle comunità che le producono.

Le fibre naturali sono materiali di origine biologica che non richiedono l’uso di processi chimici per essere trasformati in filati, solamente processi meccanici come la cardatura e la filatura. Si distinguono in due categorie: fibre animali, ottenute dal vello o dai derivati degli animali, che a seconda della specie prendono nomi diversi come lana merino e il cashmere; e fibre vegetali, ricavate da semi, foglie o steli. Tra le naturali rientra anche la seta, prodotta dai bachi.

I benefici delle fibre naturali

Le fibre naturali sono apprezzate per una serie di qualità che le rendono particolarmente adatte al contatto diretto con la pelle:

  • Traspirabilità: favoriscono la circolazione dell’aria e aiutano a mantenere la pelle asciutta.
  • Morbidezza: offrono una sensazione naturale e confortevole.
  • Termoregolazione: si adattano alle diverse condizioni climatiche e temperature, mantenendo freschezza d’estate e calore nelle stagioni intermedie, inoltre, proteggono anche dall’umidità.

Esempi di fibre naturali e i loro utilizzi

Tra le fibre di origine animale, il cashmere, proveniente da una razza di capre, la cosiddetta capra hircus, è noto per la sua estrema morbidezza e leggerezza. Mentre la lana merino, fibra ricavata dalle pecore merinos, presente in alcuni dei nostri capi, si distingue per le sue proprietà tecniche naturali:

  • è una fibra anallergica, infatti, non pizzica e non irrita la pelle.
  • è antibacterial, pertanto, non assorbe i cattivi odori e si può lavare raramente.
  • può essere indossata per più giorni, anche durante trekking prolungati.

Tra le fibre di origine vegetale, troviamo il cotone, che è uno dei materiali più diffusi fin dall’antichità: versatile, traspirante e confortevole, anche se la sua coltivazione richiede un elevato consumo di acqua.

Un caso interessante è il Tencel Lyocell, una fibra ottenuta dalla polpa di eucalipto che per diventare poi utilizzabile viene lavorata chimicamente. Pur passando attraverso un processo industriale, è considerata una delle fibre più avanzate dal punto di vista ambientale: viene prodotta in sistemi a circuito chiuso, dove fino al 99% di solventi e acqua viene recuperato e riutilizzato, riducendo significativamente l’impatto complessivo sia sulle emissioni che sull’acqua.

Queste fibre prendono forma nei nostri capi pensati per trascorrere le giornate in montagna, dove comfort, funzionalità, e bellezza convivono in equilibrio.

Tra i capi di origine naturale troviamo la nostra canotta Alice che è realizzata in cashmere pregiato unito a fibre naturali di origine vegetale, aiutando a prevenire gli odori e offrendo una piacevole sensazione d’asciutto per tutto il giorno. La sensazione di morbidezza sulla pelle renderà unica la tua giornata in montagna.

La Alexandra, disponibile sia in versione maglietta che canotta, combina la leggerezza del Lyocell con le proprietà naturali della lana merino, offrendo traspirabilità, gestione dell’umidità e una naturale resistenza agli odori, ideale anche nelle giornate più attive o durante trekking prolungati.

La Maria, anch’essa proposta in versione t-shirt e canotta, è realizzata in cotone modal, scelto per la sua morbidezza e il comfort sulla pelle. La costruzione del capo integra, inoltre, inserti in tessuto fresco e traspirante sulla parte superiore della schiena e sui lati, per favorire una ventilazione ancora maggiore durante le attività più dinamiche.

Che cosa sono le fibre sintetiche?

Le fibre sintetiche sono materiali creati artificialmente nei laboratori, attraverso processi chimici, generalmente a partire da polimeri derivati dal petrolio. Nascono per rispondere a esigenze specifiche: resistenza, leggerezza, elasticità, impermeabilità e protezione dagli agenti atmosferici.

Proprio per queste caratteristiche, sono oggi fondamentali nell’abbigliamento sportivo e tecnico, dove le prestazioni fanno la differenza.

Alcuni esempi di queste fibre sono: il poliestere, l’acrilico, il nylon, il polipropilene, e l’elastan anche detto spandex.

Il poliestere è naturale o sintetico?

Il Poliestere è una fibra sintetica, perché viene prodotta attraverso processi chimici a partire da materiali derivati dal petrolio e non da fonti naturali. Appartiene alla famiglia del PET, lo stesso materiale utilizzato per le bottigliette in plastica. In LaMunt usiamo il poliestere riciclato con una percentuale maggiore al 50%. Il poliestere riciclato dà una seconda vita a materiali già usati, offre le stesse prestazioni del poliestere vergine, ma con un impatto ridotto: richiede meno energia per essere prodotto e contribuisce alla riduzione dell’estrazione di petrolio greggio e gas naturale, riducendo le emissioni di CO2 del 32% rispetto al normale poliestere.

Il nylon è naturale o sintetico?

Il nylon (poliammide), è anch’esso una fibra sintetica in quanto viene creato interamente in laboratorio tramite composti chimici e non deriva né da piante né da animali. In LaMunt usiamo l’Econyl® che è un nylon rigenerato ottenuto dal riciclo di rifiuti come reti da pesca e tessuti usati. Ha le stesse proprietà del nylon vergine ma è 100% riciclato.

Esempi di materiali sintetici e vantaggi principali

Le fibre sintetiche sono apprezzate per una serie di vantaggi che le rendono ideali per capi dinamici e performanti:

  • Durabilità: mantengono forma e caratteristiche nel medio-lungo termine, anche dopo numerosi lavaggi.
  • Facilità di manutenzione: non richiedono particolari attenzioni.
  • Asciugatura rapida: ideali durante attività intense.
  • Versatilità: possono essere progettate per rispondere a esigenze specifiche.

Le principali fibre sintetiche nel dettaglio:

Poliestere

È una delle fibre più utilizzate nell’abbigliamento tecnico. Resistente alla trazione, alla lacerazione, all’abrasione e all’umidità, può essere lavato più volte senza allargarsi, restringersi o sformarsi. Ha un’elasticità simile a quella della lana, infatti, ha la capacità di recuperare all’istante la sua forma originale e presentarsi priva di pieghe. Questa fibra non richiede alcuna stiratura, e rispetto ad altri materiali, resiste molto bene anche all’esposizione ai raggi solari. Un altro vantaggio è il fatto che si asciuga molto rapidamente grazie alla sua capacità traspirante e leggerezza.

Come capo d’abbigliamento sintetico per l’estate suggeriamo la maglietta Lara oppure la Teresa entrambe si trovano anche nella versione smanicata quindi come canotta. Queste sono pensate per le calde giornate estive, infatti sono traspiranti, elastiche e morbide sulla pelle, per di più sono realizzate con materiali riciclati.

La Teresa oltre ad essere realizzata in poliestere riciclato al 100% è abbinata a un tessuto a rete elasticizzato, anch’esso riciclato, per assicurare una regolazione della temperatura ottimale. Inoltre, viene trattata con Polygiene® per il contenimento degli odori che ti aiuta a rimanere fresca più a lungo.

Poliammide (Nylon)

Estremamente resistente e allo stesso tempo morbida al tatto, è ideale per capi sportivi e tecnici. Offre un’ottima resistenza ad abrasioni, usura e strappi in quanto è molto elastica, si asciuga rapidamente ed è particolarmente efficace anche come barriera contro vento e umidità.

Una canotta che suggeriamo è il top Lisa , realizzata con Econyl®. Il tessuto elasticizzato garantisce un’eccellente funzionalità e sostegno. Inoltre, sono presenti nella parte posteriore dei tagli laser che aiutano ad avere un’extra ventilazione, ideale per le escursioni in montagna.

Per quanto riguarda le fibre che presentiamo di seguito rientrano nella categoria delle fibre miste: non appartengono completamente né al mondo naturale né a quello sintetico, ma nascono per completarlo. Vengono spesso utilizzate in combinazione con altre fibre per esaltarne le qualità, migliorando comfort, performance e versatilità. È proprio grazie a queste sinergie che i tessuti riescono ad adattarsi meglio ai diversi momenti della giornata e alle esigenze di movimento.

Polipropilene

Una fibra leggera, traspirante, resistente e altamente funzionale, capace di allontanare l’umidità dalla pelle mantenendola asciutta con la sua proprietà anallergica. Grazie alla sua struttura, contribuisce alla termoregolazione ed è particolarmente indicata per attività ad alta intensità.

Elastan

L’elemento che garantisce libertà di movimento. L’elastan è estremamente elastico e permette ai capi di adattarsi al corpo senza limitare i movimenti, migliorando comfort e vestibilità. Inoltre, contribuisce a mantenere la forma e il colore del capo nel tempo, infatti impedisce che si sbiadiscano.

Acetato

Utilizzato soprattutto nei tessuti misti, nasce da una base naturale (cellulosa vegetale) ma viene trasformato chimicamente. È apprezzato per la sua resistenza, leggerezza, morbidezza e per la capacità di creare tessuti fluidi e confortevoli.

Con l’unione di fibre sintetiche, artificiali e naturali troviamo appunto le fibre miste. Questa combinazione permette di ottenere tessuti più equilibrati, morbidi sulla pelle ma allo stesso tempo resistenti, elastici e performanti.

Ad esempio, la nostra maglietta Betty che è disponibile anche nella versione smanicata, è realizzata da un mix di fibre, tra cui l’acetato. Questo capo è molto versatile, comodo, morbido ed elegante perfetto sia per una passeggiata in montagna che per un giro in città.

Altri due capi realizzati con fibre miste che suggeriamo per le attività estive outdoor sono la canotta Nadia e la maglietta Tina disponibile anche nella sua versione smanicata. Nadia è una canotta leggera e morbida, realizzata con materiali riciclati come il poliestere e il poliammide che aiutano alla traspirabilità e uniti all’elastan le permettono di essere elastica, ideale per fare comodamente attività in montagna.

Anche Tina è realizzata in poliestere riciclato che assieme al Lyocell rende il capo traspirante, leggero ed elastico. Ha una vestibilità morbida e dà una sensazione di leggerezza perfetta per un una giornata attiva in montagna.

Vantaggi e svantaggi delle fibre naturali e sintetiche

Scegliere tra fibre naturali e sintetiche significa trovare il giusto equilibrio tra comfort, performance e consapevolezza. Ogni materiale ha punti di forza e limiti, che emergono soprattutto nel modo in cui viviamo i capi, ogni giorno.

I vantaggi delle fibre naturali

Le fibre naturali hanno numerosi vantaggi tra questi troviamo:

  • Traspirabilità e termoregolamentazione, sono in grado di mantenere una temperatura equilibrata, trattenendo il calore quando serve e favorendo la freschezza nelle giornate più calde. Allo stesso tempo, assorbono l’umidità e la rilasciano velocemente all’esterno, contribuendo a mantenere una sensazione di asciutto.
  • Sostenibilità dovuta alla riduzione nel lavaggio dei capi, perché le fibre naturali assorbono molto di meno gli odori rispetto a quelle sintetiche e come conseguenza c’è la riduzione nel consumo di acqua e di energia.
  • Qualità e durabilità che permettono agli abiti di avere un utilizzo prolungato.

Gli svantaggi delle fibre naturali

In tutto ciò troviamo anche alcuni svantaggi dei tessuti naturali:

  • Costi di produzioni più alti, legati a fattori agricoli, stagionalità e maggiore intensità di lavoro.
  • Le loro proprietà sono statiche, ovvero non possono migliorarsi senza l’ausilio di sostanze chimiche, pertanto, se si vuole modificare la struttura naturale della fibra quest’ultima richiede trattamenti o miscele per ottenere prestazioni specifiche.
  • Con il tempo, potrebbero rovinarsi, infatti presentano una minore resistenza ai lavaggi frequenti, essendo più delicati, e un’elevata sensibilità agli agenti biologici come muffe e tarme.

I vantaggi delle fibre sintetiche

Le fibre sintetiche nascono con un obiettivo preciso: rispondere alle esigenze della performance.

Tra i principali vantaggi troviamo:

  • Efficienza produttiva: in quanto realizzati a partire da derivati del petrolio tramite processi industriali standardizzati, che permettono di ottenere materiali performanti con costi generalmente più accessibili. Noi di LaMunt abbiamo scelto di evolvere questo processo, utilizzando fibre riciclate al posto di quelle vergini, trasformando risorse già esistenti in tessuti tecnici d’eccellenza e minimizzando il nostro impatto ambientale.
  • Versatilità progettuale: in quanto durante la produzione, è possibile modulare le caratteristiche del tessuto, creando capi più elastici, leggeri, resistenti o strutturati in base all’utilizzo.
  • Caratteristiche migliorabili: grazie alla chimica, le proprietà dei tessuti possono essere progettate per essere impermeabili, traspiranti e resistenti alle pieghe.
  • Alta resistenza agli agenti atmosferici: in quanto questi materiali resistono bene alla pioggia, vento sole e umidità e non si deformano.
  • Resistenza agli organismi viventi: dato che sono materiali sintetici non costituiscono un nutrimento per microrganismi o per insetti e sono meno soggetti a deterioramento biologico.
  • Eccezionale traspirabilità unita a un’asciugatura rapida: questa caratteristica le rende ideali per chi viaggia, poiché permette di lavare i capi comodamente a mano e averli pronti all’uso in pochissimo tempo.

Gli svantaggi delle fibre sintetiche

Accanto alle performance, esistono però anche alcuni svantaggi da considerare:

  • Rilasciano microplastiche durante i lavaggi.
  • Tendono a trattenere i cattivi odori, poiché se non trattate specificamente, favoriscono la proliferazione dei batteri causata dal sudore.
  • Possibili allergie e irritazioni cutanee, sempre più persone stanno sviluppando reazioni allergiche o irritazioni a contatto con fibre sintetiche.
  • Accumulo di elettricità statica, i materiali sintetici tendono a caricarsi elettricamente causando piccoli fastidi come scosse.


Qual è migliore? Fibre naturali o sintetiche?

Quando si parla di performance e sostenibilità, la domanda “qual è meglio?” non ha una risposta univoca. La scelta dipende dal contesto, da come ti muovi e da ciò che cerchi in un capo.
Per l’abbigliamento sportivo, soprattutto nelle attività intense o ad alta sudorazione, le fibre sintetiche offrono prestazioni elevate: sono leggere, resistenti e gestiscono rapidamente l’umidità. Nei climi variabili o durante uscite prolungate, però, le fibre naturali come la lana merino, sanno adattarsi meglio, grazie alla loro capacità di termoregolare e di mantenere freschezza anche dopo molte ore di utilizzo.

Quando entra in gioco la sostenibilità il discorso si fa più sfumato. Le fibre naturali hanno processo meno impattante rispetto le sintetiche, ma le versioni riciclate sintetiche e le nuove innovazioni stanno riducendo sempre più il loro impatto.

Anche la durata è un elemento chiave: se da un lato le fibre sintetiche sono progettate per resistere nel tempo, dall’altro anche le fibre naturali, se di qualità e ben curate, possono accompagnarti a lungo offrendo un comfort più naturale.

In LaMunt crediamo che la scelta migliore nasca dall’equilibrio: non esiste una fibra perfetta in assoluto, ma una combinazione giusta per ogni esperienza.

Consigli:

L’innovazione tessile oggi si muove verso fibre riciclate e materiali bio-based. La scelta più consapevole non è solo “quale fibra”, ma quanto a lungo utilizzeremo quel capo. Per questo, è fondamentale prendersi cura dei propri vestiti adottando lavaggi corretti che ne preservino l’integrità originale.

Quindi, scegliere con consapevolezza significa anche questo: privilegiare capi versatili, durevoli e progettati per accompagnarti nel tempo, riducendo l’impatto senza rinunciare alla libertà di movimento.

Scopri tutti i nostri consigli su come allungare la vita ai tuoi capi nella sezione dedicata del nostro blog https://www.lamunt.com/it-it/cura-del-prodotto.


Breve riassunto sulle principali differenze tra le fibre naturali e sintetiche

Per comprendere davvero la differenza tra fibre naturali e sintetiche, abbiamo pensato a un confronto semplice e immediato attraverso una tabella intuitiva con vari criteri, così da poterti aiutare a scegliere meglio i capi con le fibre più adatte in base all’attività e a come ti vuoi sentire.

Dietro ogni fibra, infatti, non c’è solo una caratteristica tecnica, ma anche una sensazione diversa.

Lana Merino:

è una delle fibre naturali più complete, altamente traspirante, è tra i migliori materiali anti-odore perché assorbe fino al 30% del proprio peso in umidità senza risultare bagnata, limitando così la proliferazione dei batteri. Per quanto riguarda la resistenza questa fibra non si sforma e non sgualcisce; Ha un impatto ambientale basso in quanto è una fibra rinnovabile che rispetta il benessere degli animali e del pianeta; Il costo varia a seconda del grado di finezza della fibra ma mediamente è medio-alto. Il comfort è elevato in quanto è morbida, termoregolante, capace di mantenere freschezza attraverso un’azione traspirante anche con temperature alte, mentre nelle stagioni intermedie come autunno e primavera permette al nostro corpo di isolarsi e mantenere la temperatura costante.

Cashmere:

è sinonimo di leggerezza e morbidezza estrema. Le sue fibre sottili permettono una buona traspirabilità e una naturale regolazione della temperatura corporea, infatti, permettono all’umidità e al calore in eccesso di uscire evitando la sensazione di sudorazione. La resistenza del cashmere può essere considerata bassa per via della fibra molto fine e delicata, ma se curata adeguatamente possiede una buona resistenza nel tempo; pertanto, la sua durata è strettamente legata alla cura. Il suo impatto ambientale è alto a causa dell’allevamento intensivo in alcune regioni che porta alla desertificazione e al degrado del suolo, e la sua lavorazione richiede ingenti risorse idriche. Il suo costo è elevato dovuto alla scarsa disponibilità della fibra e all’alto costo della manodopera. Per quanto riguarda la sua comodità, è considerata tra le fibre più comode per la sensazione di estrema morbidezza, leggerezza e calore a contatto con la pelle.

Cotone:

è una fibra naturale semplice e versatile, apprezzata per la sua traspirabilità che consente di lasciare circolare l’aria, mantenendo la pelle fresca e asciutta. Durante attività intense, però, tende ad assorbire l’umidità e a rimanere bagnato. Ha una resistenza media per quanto riguarda l’usura e i lavaggi frequenti; infatti, mantiene la sua forma sebbene sia poco elastica e tenda a sgualcirsi o a restringersi. L’impatto ambientale è abbastanza alto a causa dell’uso intensivo di acqua e prodotti chimici. Il suo costo in termini di materia prima è relativamente basso rispetto ad altre fibre, anche se il prezzo finale dipende dalla qualità e dalla lavorazione.

Tencel Lyocell:

rappresenta un equilibrio tra innovazione e naturalità. È rinomato per la sua eccezionale traspirabilità e capacità di gestione dell’umidità; infatti, grazie alla struttura delle fibre assorbe rapidamente il sudore e lo rilascia all’esterno, regolando la temperatura corporea e impedendo la proliferazione dei batteri. Ha un’elevata resistenza e durevolezza, infatti, essendo una fibra robusta mantiene la sua struttura solida anche da bagnata, resistendo bene ai lavaggi frequenti. L’impatto ambientale è basso. È considerato tra i più sostenibili tra le fibre artificiali e richiede meno acqua di altre fibre. Inoltre, il solvente organico utilizzato per elaborare la fibra viene riutilizzato quasi totalmente. Il costo di produzione è medio, può tendere verso l’alto dovuto alla sua sostenibilità. La comodità è alta perché con questa fibra si ottengono tessuti morbidi, setosi e leggeri.

Poliestere:

in genere questa fibra non è traspirante di principio come le fibre naturali, ma la sua traspirabilità può variare a seconda di come viene prodotta. Difatti i produttori creano delle miscele con altre fibre tecniche o costruzioni particolari che consentono di migliorare il flusso d’aria e le proprietà di traspirazione. È noto per la sua elevata resistenza, in quanto è un materiale estremamente robusto e progettato per durare e mantenere inalterate le sue caratteristiche estetiche nel tempo. L’impatto ambientale del poliestere riciclato è molto inferiore a quello vergine, riduce l’estrazione di petrolio, le emissioni di CO2 e il consumo energetico; tuttavia, rilascia microplastiche durante i lavaggi e non è facilmente riciclabile. Il costo viene considerato medio, in quanto è maggiore rispetto al poliestere vergine per via della raccolta e selezione dei rifiuti. Per quanto riguarda la comodità è elevata grazie alla sua resistenza, leggerezza e facilità di manutenzione, anche se potrebbe non offrire la sensazione di freschezza naturale.

Poliammide:

è una fibra tecnica per eccellenza. Ha una buona traspirabilità e un eccellente gestione dell’umidità rendendola ideale per l’abbigliamento sportivo. Ha anche un’eccezionale resistenza alle abrasioni, agli strappi e all’usura; infatti, è un materiale durevole ed elastico che mantiene la forma originale. Il suo impatto ambientale è più elevato, essendo derivata da risorse fossili ad alta intensità energetica. Il suo costo è elevato dovuto alle materie prime e ai costi dell’energia durante il suo processo di trasformazione. È considerato un materiale comodo per l’abbigliamento tecnico e sportivo grazie a un mix di leggerezza, elasticità e morbidezza.

Polipropilene:

è noto per avere una traspirabilità estremamente elevata e un’eccezionale capacità di gestione dell’umidità, infatti, non assorbe l’acqua ma la trasporta verso l’esterno. Ha una resistenza eccellente all’abrasione, agli agenti chimici e all’umidità; è un tessuto estremamente funzionale e duraturo. Il suo impatto ambientale è medio grazie alla produzione a basse temperature e all’alta riciclabilità, ma è derivato da fonti fossili. Il costo è basso in quanto è tra le fibre più economiche dovuto a un processo di produzione semplice e ad una materia prima a basso costo. Per quanto riguarda la comodità nell’abbigliamento sportivo è alta perché è una tra le fibre più leggere disponibili ed è morbida al tatto.

Elastan:

questa fibra non è particolarmente traspirante infatti tende a bloccare il passaggio dell’aria e a non assorbire il sudore, ma se viene mescolata con altri tessuti può essere più traspirante. È rinomato per la sua alta resistenza e durata specialmente all’abrasione, non si sfilaccia facilmente e mantiene la forma nel tempo. Dall’altro lato anche l’impatto ambientale della sua versione vergine è elevato a causa della sua natura derivata dal petrolio che lo rende difficile da riciclare. Anche il costo è elevato per via della produzione complessa che richiede una chimica avanzata. La comodità è elevata grazie alla sua elasticità, leggerezza e morbidezza.

In sintesi, la differenza principale tra fibre naturali e quelle sintetiche parte dalla loro origine - le fibre naturali derivano da fibre vegetali, o di origine animale, mentre le fibre sintetiche sono costituite da processi chimici derivanti dal petrolio o dal riciclo di altri tessuti - ma si traduce in sensazioni, performance e impatto diversi. Le fibre naturali offrono comfort, traspirabilità e una connessione più autentica con la pelle; le fibre sintetiche rispondono con precisione alle esigenze della performance, garantendo resistenza e funzionalità.

La scelta non è mai assoluta: è un equilibrio, personale, che cambia con il ritmo delle tue giornate e con il modo in cui vivi l’outdoor.

FAQ: Fibre naturali vs fibre sintetiche

Perché le fibre sintetiche sono così diffuse?

Perché permettono di ottenere elevate prestazioni tecniche, sono resistenti, leggere, elastiche, impermeabili quindi si asciugano rapidamente, e facili da mantenere, caratteristiche fondamentali per l’abbigliamento outdoor.

Le fibre naturali sono più eco-friendly?

Non si può dare una risposta netta. Il loro impatto ambientale dipende dalla produzione: alcune fibre naturali, come il cotone, richiedono molta acqua, mentre altre, come la lana o il Lyocell, possono essere più sostenibili se gestite responsabilmente.

I tessuti sintetici possono essere riciclati?

Sì, molti tessuti sintetici come il poliestere possono essere riciclati. Tuttavia, il riciclo dipende dalle infrastrutture locali disponibili e dalla composizione del capo in quanto non tutte le fibre sintetiche sono facilmente riciclabili, ad esempio, i materiali misti sono più difficili da trattare. Per questo motivo, abbiamo creato alcuni dei nostri prodotti usando una sola fibra, così da rendere il riciclo più efficiente. Per saperne di più clicca qui (https://www.lamunt.com/it-it/tessuto-monomateriale).